{"id":51,"date":"2015-11-21T14:13:27","date_gmt":"2015-11-21T14:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=51"},"modified":"2026-05-29T17:31:56","modified_gmt":"2026-05-29T15:31:56","slug":"villa-della-regina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/villa-della-regina\/","title":{"rendered":"Villa della Regina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia \u00a0 \u00a0<\/strong>| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/villa-della-regina\/visita-villa-della-regina\/\">Visita Villa della Regina<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/villa-della-regina\/villa-della-regina-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/villa-della-regina\/villa-della-regina-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/villa-della-regina\/villa-della-regina-contatti\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/villa-della-regina\/\">News<\/a>\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>Storia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Villa della Regina sorse all\u2019inizio del Seicento sulla collina torinese come raffinata residenza di vigna voluta dal principe cardinale Maurizio di Savoia, figlio di Carlo Emanuele I, ispirata all\u2019eleganza scenografica delle ville romane. Alla morte del principe, nel 1657, la moglie Ludovica ampli\u00f2 il complesso, trasformando giardini e fabbricati e rinnovando decorazioni e arredi secondo il gusto dell\u2019epoca. Nel 1692 la propriet\u00e0 pass\u00f2 ad Anna d\u2019Orl\u00e9ans, consorte di Vittorio Amedeo II, che avvi\u00f2 importanti interventi destinati a ridefinire l\u2019identit\u00e0 della residenza, ormai conosciuta come Villa della Regina.<\/p>\n<p>Sotto la direzione di Filippo Juvarra e successivamente di Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, gli spazi vennero ripensati in armonia con il giardino, creando un dialogo spettacolare tra architettura, natura e paesaggio. Gli ambienti seicenteschi furono trasformati grazie all\u2019intervento di alcuni dei pi\u00f9 celebri artisti attivi nella capitale sabauda, tra cui Giovan Battista Crosato, Corrado Giaquinto e Giuseppe Dallamano, che impreziosirono sale e appartamenti con decorazioni di straordinaria ricchezza.<\/p>\n<p>Dopo il 1865, quando Torino perse il ruolo di capitale del Regno, il complesso venne donato all\u2019Istituto nazionale per le Figlie dei Militari (ente sopresso nel 1975) che dal 1869 lo trasform\u00f2 in una scuola destinata alle orfane di guerra e alle figlie di invalidi e decorati al valore. Nonostante la nuova funzione, la Villa conserv\u00f2 la propria straordinaria unit\u00e0 architettonica e paesaggistica, fatta di padiglioni aulici, grotte, giochi d\u2019acqua, giardini, parco e aree agricole.<\/p>\n<p>Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la Villa sub\u00ec danni gravissimi. Negli anni successivi, l\u2019abbandono, la mancanza di manutenzione e interventi impropri compromisero il delicato equilibrio tra edifici e giardini, portando il complesso a un degrado vicino al collasso.<\/p>\n<p>La rinascita inizi\u00f2 nel 1994, quando il complesso venne affidato all&#8217;allora Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte. Grazie a un lungo e accurato intervento di restauro, sostenuto da fondi statali, fondazioni bancarie torinesi e contributi privati, Villa della Regina recuper\u00f2 il proprio splendore originario e il profondo legame storico e visivo con la citt\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>Fin dal Seicento, infatti, Villa della Regina rappresenta uno straordinario fondale scenografico oltre il Po: dai suoi giardini si apre una vista unica sulla citt\u00e0, sul fiume e sull\u2019imponente corona delle Alpi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10345\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png 300w, https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png-230x173.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita Villa della Regina\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia Villa della Regina sorse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-51","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/51","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/51\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14394,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/51\/revisions\/14394"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}