{"id":53,"date":"2015-11-21T14:13:58","date_gmt":"2015-11-21T14:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=53"},"modified":"2026-06-08T14:38:22","modified_gmt":"2026-06-08T12:38:22","slug":"castello-di-racconigi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-racconigi\/","title":{"rendered":"Castello di Racconigi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia<\/strong> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-racconigi\/visita-il-castello-di-racconigi\/\">Visita il Castello di Racconigi<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-racconigi\/castello-di-racconigi-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-racconigi\/castello-di-racconigi-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-racconigi\/castello-di-racconigi-contatti\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/castello-di-racconigi\/\">News<\/a>\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em>Storia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Castello di Racconigi, con la sua imponente architettura e il parco all\u2019inglese di quasi 200 ettari, \u00e8 stato il luogo di villeggiatura prediletto dal sovrano Carlo Alberto di Savoia e dalla sua famiglia.<\/p>\n<p>Il castello era stato destinato allo svago e alla caccia gi\u00e0 dalla met\u00e0 del Seicento, quando divenne propriet\u00e0 del ramo cadetto dei Savoia-Carignano. Su incarico del principe Emanuele Filiberto, dal 1676 il celebre architetto Guarino Guarini modific\u00f2 l\u2019antico edificio medievale rendendolo una moderna residenza di delizie. Di questa prima fase resta ancora oggi visibile la facciata settentrionale, che si apre sul parco. Il progetto venne poi completato alla met\u00e0 del Settecento da Giovanni Battista Borra, a cui si devono la monumentale facciata d\u2019ingresso sul lato meridionale in stile neoclassico e le Sale di Ercole e di Diana, i cui ricchi apparati di stucchi celebrano le virt\u00f9 dei principi e delle principesse di Casa Savoia.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 della sua appartenenza al ramo dei Savoia-Carignano, Carlo Alberto era legato da vincoli affettivi alla residenza di Racconigi. Nel 1832, a seguito della sua ascesa al trono di Sardegna, incaric\u00f2 l\u2019architetto regio Ernesto Melano di rimodernare l\u2019edificio, a cui vennero aggiunte due ali laterali. Per il riallestimento interno fu chiamato Pelagio Palagi, che pi\u00f9 di ogni altro artista seppe interpretare il clima culturale promosso dal re. \u00c8 a Palagi che si devono i progetti di ridecorazione delle sale secondo un gusto nuovo ed eclettico. Il fascino per l\u2019esotismo e per i mondi lontani, affermatosi con la moda dei gabinetti cinesi, venne aggiornato sui modelli etruschi, greci e romani, sulla spinta anche delle riscoperte di Pompei ed Ercolano e delle necropoli dell\u2019antica Etruria. Per le serre e la cascina nel parco Palagi ricorse invece allo stile neogotico che meglio si adattava al giardino romantico disegnato dal paesaggista prussiano Xavier Kurten.<\/p>\n<p>Dopo il trasferimento della capitale del regno d\u2019Italia da Torino a Roma (1871), la presenza dei sovrani si dirad\u00f2 fino agli inizi del Novecento, quando il re Vittorio Emanuele III scelse nuovamente Racconigi come meta di villeggiatura, promuovendo nuove campagne di ammodernamento tecnologico e decorativo.<\/p>\n<p>Frequentata regolarmente da Umberto II fino agli anni del secondo conflitto mondiale, la residenza venne acquistata dallo Stato italiano nel 1980, entrando a far parte della lista del patrimonio mondiale dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019UNESCO nel 1997, insieme alle altre Residenze Sabaude.<\/p>\n<p>Oggi gli interni offrono ai visitatori uno sguardo intimo e ravvicinato sulla vita quotidiana e privata della famiglia reale: dalle camere da letto, alle cucine e ai gabinetti di toeletta, dalla sala del biliardo e da quella da pranzo allo straordinario gabinetto etrusco, dove il re riceveva ministri e ambasciatori. Oltre alla meraviglia degli interni il vasto parco \u00e8 esempio tra i pi\u00f9 significativi in Europa della sensibilit\u00e0 verso la natura e il paesaggio propria del Romanticismo, con alberi centenari che compongono aree boschive, celando sentieri e zone d\u2019acqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10345\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png 300w, https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png-230x173.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita il Castello di Racconigi\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia Il Castello di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-53","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/53","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/53\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14451,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/53\/revisions\/14451"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}