{"id":55,"date":"2015-11-21T14:14:26","date_gmt":"2015-11-21T14:14:26","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=55"},"modified":"2026-05-29T18:18:38","modified_gmt":"2026-05-29T16:18:38","slug":"castello-di-aglie","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-aglie\/","title":{"rendered":"Castello di Agli\u00e8"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia<\/strong> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-aglie\/visita-il-castello-di-aglie\/\">Visita il Castello di Agli\u00e8<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-aglie\/castello-di-aglie-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-aglie\/castello-di-aglie-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-aglie\/castello-di-aglie-contatti\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/castello-di-aglie\/\">News<\/a>\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Storia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Con pi\u00f9 di trecento stanze, il magnifico parco di alberi secolari, l\u2019incredibile collezione d\u2019arte che spazia dai reperti archeologici ai manufatti orientali, il Castello di Agli\u00e8 \u00e8 una tappa obbligata per scoprire le bellezze nei dintorni di Torino e il nobile passato di Casa Savoia.<br \/>\nLa residenza venne edificata dagli anni Quaranta del Seicento sui resti di un antico castello del XII secolo per volont\u00e0 del conte Filippo San Martino d\u2019Agli\u00e8, raffinato intellettuale, politico di primo piano e amante di Cristina di Francia. A questa fase appartiene lo spettacolare Salone d\u2019onore interamente affrescato da Giovanni Paolo Recchi e dalla sua bottega per celebrare le vicende medievali del primo re d\u2019Italia Arduino d\u2019Ivrea, da cui discendeva la famiglia San Martino.<\/p>\n<p>Nel 1764 il castello venne acquistato dal re Carlo Emanuele III di Savoia per il figlio Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese. Nell\u2019arco di circa un decennio l\u2019architetto Ignazio Birago di Borgaro riplasm\u00f2 l\u2019intero complesso integrandolo armoniosamente con il borgo di Agli\u00e8. Vennero realizzate <em>ex novo<\/em> la piazza e la chiesa parrocchiale, a sua volta collegata al Castello tramite una galleria coperta a due piani fuori terra tuttora esistente. All\u2019interno della residenza la Sala delle cacce, ampio atrio d\u2019ingresso e biglietto da visita del castello, ornata nel 1770 con sobri trofei in stucco di Giuseppe Bolina, segna un aggiornamento di gusto in chiave neoclassica. Le importanti trasformazioni interessarono anche l\u2019immenso parco, che venne risistemato alla francese da Michel Benard, direttore dei Reali Giardini, con la realizzazione di un lago circolare, posto al fondo del parco, in linea con l\u2019asse longitudinale. Imperdibile \u00e8 la scenografica Fontana dei Fiumi posta verso la facciata sud e impreziosita dai gruppi scultorei dei fratelli Collino.<\/p>\n<p>Durante il periodo napoleonico il Castello fu utilizzato come ricovero di mendicit\u00e0. Rientrato in possesso dei Savoia nel 1823, fu ammodernato da Michele Broda su incarico del re Carlo Felice e della moglie Maria Cristina di Borbone. Ai coniugi si deve il notevole arricchimento delle collezioni. La passione della regina per le antichit\u00e0 e l\u2019archeologia, che aveva condotto importanti scavi nelle sue propriet\u00e0 nel Lazio, \u00e8 testimoniata dai numerosi reperti conservati ad Agli\u00e8, in particolare nella Sala Tuscolana. Tra il 1838 e il 1840 vennero apportate modifiche anche al parco dal paesaggista Xavier Kurten, secondo la nuova moda del giardino romantico. Alla morte di Maria Cristina il Castello venne ereditato da Ferdinando di Savoia, duca di Genova.<\/p>\n<p>Il viaggio diplomatico in Asia del figlio di Ferdinando, il duca Tomaso, increment\u00f2 ulteriormente le raccolte con un\u2019importante collezione di oggetti d\u2019arte etnografica e orientale. Durante gli anni della prima guerra mondiale la moglie di Tomaso, Isabella di Baviera, decise di istituire un piccolo presidio ospedaliero di tredici stanze per la convalescenza degli ufficiali di guerra nella parte pi\u00f9 antica del castello, affacciato verso il giardino all\u2019italiana di impianto seicentesco.<\/p>\n<p>Venduto allo Stato nel 1939, il castello venne destinato a diventare museo di se stesso e oggi conserva intatti i suoi tesori e tutti gli arredi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10345\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png 300w, https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png-230x173.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita il Castello di Agli\u00e8\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0\u00a0 \u00a0 |\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia Con pi\u00f9 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-55","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/55","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/55\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14398,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/55\/revisions\/14398"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}