{"id":57,"date":"2015-11-21T14:14:53","date_gmt":"2015-11-21T14:14:53","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=57"},"modified":"2024-01-11T12:32:57","modified_gmt":"2024-01-11T11:32:57","slug":"castello-di-moncalieri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/","title":{"rendered":"Castello di Moncalieri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia<\/strong> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/visita-il-castello-di-moncalieri\/\">Visita il Castello di Moncalieri<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-contatti\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/castello-di-moncalieri\/\">News<\/a>\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Storia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019attuale impianto del castello di Moncalieri risale al XVII secolo ed \u00e8 il risultato dell\u2019ampliamento di un fortilizio medioevale. Nella seconda met\u00e0 del Quattrocento l\u2019edificio fu scelto come dimora ducale da Jolanda di Valois; nel 1475 vi fu stipulato il trattato tra la duchessa, Carlo il Temerario, duca di Borgogna, e Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano.<\/p>\n<p>A partire dal 1610, Carlo Emanuele I diede inizio ai lavori di ampliamento dell\u2019antico maniero, proseguiti sotto Vittorio Amedeo I e la Madama Reale Maria Cristina di Francia: nell\u2019arco di un sessantennio, con l\u2019intervento degli architetti Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta e Carlo Morello, l\u2019edificio assunse la configurazione odierna.<br \/>\nIl castello fu residenza preferita di Vittorio Amedeo II, che vi mor\u00ec nel 1732 dopo aver abdicato in favore del figlio Carlo Emanuele III. Durante il regno di quest\u2019ultimo, l\u2019edificio fu oggetto di numerosi interventi, sotto la direzione di Benedetto Alfieri; gli abbellimenti proseguirono al tempo di Vittorio Amedeo III (morto a Moncalieri nel 1796), con l\u2019intervento dell\u2019architetto messinese Francesco Martinez.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo delle truppe francesi apport\u00f2 gravi danni all\u2019edificio, che fu utilizzato come caserma e ospedale militare. Nel 1817, sotto Vittorio Emanuele I, si intrapresero le operazioni di restauro: furono allora realizzati lo scalone a tre rampe in marmo di Carrara e la cavallerizza in fondo al cortile principale. Nel periodo risorgimentale, gli appartamenti di Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide vennero riallestiti e arredati secondo il gusto eclettico tipico della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, cancellando quasi completamente le tracce dei secoli precedenti.<\/p>\n<p>Il 20 novembre 1849 vi fu firmato il Proclama di Moncalieri, controfirmato da Massimo d\u2019Azeglio, con cui il re scioglieva la Camera dei Deputati e faceva approvare alla nuova Camera il trattato di pace con l\u2019Austria.<\/p>\n<p>Dopo essere stato occupato durante la seconda guerra mondiale dai nazi-fascisti, dai partigiani ed infine dagli sfollati, nel 1948 il complesso divent\u00f2 sede del I Battaglione Carabinieri \u201cPiemonte\u201d. Gli appartamenti reali sono stati restaurati e aperti al pubblico nel 1991. Il 5 aprile del 2008 il torrione sudest del Castello \u00e8 stato colpito da un violento incendio che ha reso necessaria la chiusura del percorso di visita e un nuovo ciclo di restauri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10345\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png 300w, https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png-230x173.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita il Castello di Moncalieri\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia L\u2019attuale impianto del castello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-57","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2900,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57\/revisions\/2900"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}