{"id":57,"date":"2015-11-21T14:14:53","date_gmt":"2015-11-21T14:14:53","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=57"},"modified":"2026-05-29T18:30:35","modified_gmt":"2026-05-29T16:30:35","slug":"castello-di-moncalieri","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/","title":{"rendered":"Castello di Moncalieri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia<\/strong> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/visita-il-castello-di-moncalieri\/\">Visita il Castello di Moncalieri<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/castello-di-moncalieri\/castello-di-moncalieri-contatti\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/castello-di-moncalieri\/\">News<\/a>\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Storia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Tra le pi\u00f9 antiche residenze sabaude, il Castello di Moncalieri, che con il suo profilo caratterizza le pendici meridionali della collina torinese, fu amato da molti personaggi della casata, soprattutto femminili, oltre a essere sede dell\u2019educazione dei giovani principi.<\/p>\n<p>Scelto intorno alla met\u00e0 del Quattrocento come dimora da Jolanda di Valois, a partire dal 1610 fu ingrandito per volere di Carlo Emanuele I, perdendo la veste di roccaforte medievale e assumendo l\u2019aspetto di una maestosa residenza, secondo lo schema alla francese a <em>pavillon<\/em>, grazie agli interventi degli architetti Amedeo di Castellamonte, Andrea Costaguta e Carlo Morello. Interessato da nuovi lavori di abbellimento nel corso del Settecento, sotto la direzione di Benedetto Alfieri prima, e di Francesco Martinez dopo, il Castello fu danneggiato alla fine del secolo dalle truppe francesi e poi utilizzato come caserma e ospedale militare. Nel 1817 Vittorio Emanuele I ne promosse il restauro, facendo realizzare lo scalone monumentale a tre rampe in marmo di Carrara e la cavallerizza in fondo al cortile principale.<\/p>\n<p>Alla met\u00e0 dell\u2019Ottocento si apr\u00ec una nuova stagione. Il 20 novembre 1849, all&#8217;interno del Castello, Vittorio Emanuele II firm\u00f2 il Proclama di Moncalieri &#8211; controfirmato da Massimo d\u2019Azeglio &#8211; con cui scioglieva la Camera dei Deputati per far approvare alla nuova Camera il trattato di pace con l\u2019Austria. Nello stesso periodo l\u2019architetto Domenico Ferri venne chiamato a rinnovare l\u2019appartamento del re e della sua consorte, Maria Adelaide, con soluzioni aggiornate al gusto eclettico del tempo, coinvolgendo artigiani ed ebanisti di grande levatura, come Gabriele Capello.<\/p>\n<p>Nel corso della seconda guerra mondiale, l&#8217;imponente struttura fu anche utilizzata dai repubblichini della \u201cconfinaria\u201d e successivamente divenne rifugio per sfollati.<\/p>\n<p>Nel 1945 ospit\u00f2 il Battaglione Allievi Carabinieri e nel 1967 il 1\u00b0 Battaglione Carabinieri, divenuto poi \u201cPiemonte\u201d e dal 2014 1\u00b0 Reggimento Carabinieri \u201cPiemonte\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1991 i restauratati Appartamenti reali e la Cappella reale furono aperti al pubblico, con gestione dell\u2019allora Soprintendenza.<\/p>\n<p>Il 5 aprile del 2008 un violento incendio colp\u00ec il torrione sud est, rendendo necessario un nuovo e complesso intervento di restauro e riallestimento evocativo, a seguito del quale, alla fine del 2017, si arriv\u00f2 alla riapertura al pubblico del percorso museale degli Appartamenti reali e della Cappella reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10345\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"113\" srcset=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png.png 300w, https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/LOGO_unesco_png-230x173.png 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 151px) 100vw, 151px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita il Castello di Moncalieri\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia Tra le pi\u00f9 antiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-57","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14401,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57\/revisions\/14401"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}