{"id":61,"date":"2015-11-21T14:15:39","date_gmt":"2015-11-21T14:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?page_id=61"},"modified":"2020-12-30T15:10:10","modified_gmt":"2020-12-30T14:10:10","slug":"forte-di-gavi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/forte-di-gavi\/","title":{"rendered":"Forte di Gavi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Storia<\/strong> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/forte-di-gavi\/visita-il-forte-di-gavi\/\">Visita il Forte di Gavi<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/forte-di-gavi\/forte-di-gavi-immagini-e-video\/\">Immagini e video<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/forte-di-gavi\/forte-di-gavi-staff\/\">Staff<\/a> \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/forte-di-gavi\/328-2\/\">Contatti<\/a>\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/category\/forte-di-gavi\/\">News<\/a>\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6061\">Offerta formativa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-164\" src=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/hr2.png\" alt=\"hr2\" width=\"164\" height=\"50\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Storia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>L\u2019esistenza di un castello a Gavi \u00e8 attestata fin dal 973. Con un diploma imperiale datato 30 maggio 1191, Enrico VI, figlio di Federico I Barbarossa, don\u00f2 in feudo alla repubblica di Genova il castello e il borgo. Nel 1418, a seguito di eventi bellici, il feudo pass\u00f2 sotto la signoria dei Visconti di Milano; dopo altri passaggi di propriet\u00e0, nel 1528 esso torn\u00f2 alla repubblica di Genova, che lo detenne fino al 1815, anno in cui l\u2019antica repubblica fu annessa al regno sabaudo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel corso dei secoli il castello assunse l\u2019aspetto di una possente fortezza. I primi interventi radicali furono eseguiti nel 1540 da Giovanni Maria Olgiati, ingegnere militare al servizio della repubblica di Genova, che progett\u00f2 e ricostru\u00ec completamente la cinta muraria, realizzando nuovi bastioni e consolidando la struttura originaria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel XVII secolo il forte fu ulteriormente ampliato con l\u2019intervento del frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola, al secolo Gaspare Maculani. Questi, noto per essere stato l\u2019inquisitore al processo contro Galileo Galilei, era, oltre che un religioso, un grande esperto di architettura militare. I lavori per la trasformazione dell\u2019edificio in una grande fortezza furono compiuti tra il 1626 e il 1629, ma altri interventi si susseguirono fino agli albori del XIX secolo. Sul lato di levante fu costruita la \u201cridotta\u201d di Monte Moro, collegata al forte da una galleria; all\u2019interno furono edificati alloggi per militari e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d\u2019armi, il tutto con l\u2019ausilio dei pi\u00f9 famosi ingegneri militari dell\u2019epoca, da Stefano Scaniglia a Domenico Orsolino, da Pietro Morettini a Pierre De Cotte.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1859 l\u2019antica fortezza genovese fu disarmata e privata della sua identit\u00e0 storica per essere trasformata in reclusorio civile; durante il primo conflitto mondiale essa divent\u00f2 un carcere militare. Nell\u2019interludio fra le due guerre, in alcuni terrapieni della fortezza furono impiantati vitigni sperimentali dal Consorzio Antifilosserico. Con la Seconda Guerra Mondiale il forte torn\u00f2 ad essere luogo di detenzione; nel 1946 esso fu consegnato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte, che fin dal 1978 ha avviato una costante e progressiva opera di restauro e salvaguardia di questo raro esempio di architettura militare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Visita il Forte di Gavi\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0Immagini e video \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Staff \u00a0 \u00a0| \u00a0 \u00a0Contatti\u00a0 \u00a0 | \u00a0 \u00a0News\u00a0 \u00a0|\u00a0 \u00a0\u00a0Offerta formativa Storia L\u2019esistenza di un castello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/page_fullwidth.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-61","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/61","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/61\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6277,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/61\/revisions\/6277"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}