{"id":12707,"date":"2025-06-05T11:51:11","date_gmt":"2025-06-05T09:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=12707"},"modified":"2025-08-27T10:35:56","modified_gmt":"2025-08-27T08:35:56","slug":"castello-di-moncalieri-reali-colazioni-e-candidi-grovigli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/2025\/06\/05\/castello-di-moncalieri-reali-colazioni-e-candidi-grovigli\/","title":{"rendered":"Castello di Moncalieri &#8211; Reali colazioni e candidi grovigli"},"content":{"rendered":"<p>Da <strong>sabato 7 giugno<\/strong>, il <strong>Castello di Moncalieri<\/strong> si arricchisce di un <strong>nuovo allestimento<\/strong> permanente, realizzato nell\u2019Appartamento di Vittorio Emanuele II e della consorte Maria Adelaide, in collaborazione con il Comune di Moncalieri e l\u2019Associazione \u201cAmici del Real Castello e del Parco di Moncalieri\u201d. Con <strong><em>Reali colazioni e candidi grovigli<\/em><\/strong> tornano a essere imbandite le tavole della Sala da Pranzo e della Sala di ricevimento, detta anche Sala del Convegno, in un affascinante allestimento scenografico che propone piatti e argenterie ottocentesche accanto a mockup di dolci e frutta realizzati in alabastro.<\/p>\n<p>Il nuovo allestimento offre l\u2019occasione per riscoprire la storia ottocentesca di questi ambienti che, agli inizi dell\u2019Ottocento, sotto il regno di Vittorio Emanuele I (1759\u20131824), facevano parte dell\u2019Appartamento delle Principesse. Qui vissero Marianna (1803\u20131884), che nel 1831 spos\u00f2 Ferdinando I d\u2019Austria, e Maria Cristina (1812\u20131836), proclamata beata nel 2014 e andata in sposa nel 1832 a Ferdinando II delle Due Sicilie. Le sale raccontano le trasformazioni avvenute nel corso del tempo, testimoniando i cambiamenti nel gusto e nello stile, culminati negli eleganti interventi decorativi degli anni Cinquanta dell\u2019Ottocento. In quel periodo, con la regia del bolognese Domenico Ferri, gli ambienti furono rinnovati secondo il raffinato gusto del Secondo Impero, ispirato alla Parigi di Napoleone III e in armonia con la sensibilit\u00e0 artistica di Maria Adelaide.<\/p>\n<p>Nella Sala da pranzo la tavola \u00e8 imbandita con piatti in ceramica a piccoli disegni fitomorfi blu su fondo bianco, set di bicchieri in vetro, posate e vassoi da portata in argento, che si devono a un acquisto recente, ed \u00e8 arricchita da due preziosi candelabri dorati a quattro bracci con figure di putti, gi\u00e0 parte delle collezioni originali del Castello. Un apparato che non solo affascina per la sua bellezza, ma invita anche a riflettere sui rituali della tavola reale: dalle sontuose apparecchiature \u2018alla francese\u2019, in cui tutte le portate venivano servite insieme, alla pi\u00f9 moderna \u2018alla russa\u2019, che prevede un servizio in successione, in uso ancora oggi. Nel corso del Settecento, il momento del pasto, un tempo cerimonia pubblica e politica, si trasform\u00f2 in un\u2019esperienza pi\u00f9 intima e riservata, sino ad assumere connotazioni quasi borghesi con Vittorio Emanuele II: nella quiete del Castello di Moncalieri, il sovrano, notoriamente poco incline ai pranzi ufficiali, prefer\u00ec condividere i pasti con pochi intimi \u2014 principi, principesse e ufficiali a lui vicini \u2014, lontano dai fasti e dalle rigidit\u00e0 della corte.<\/p>\n<p>L\u2019allestimento della tavola nella Sala di ricevimento, con tazze da cioccolata, t\u00e8 e dolci realizzati in pregiato alabastro volterrano, diventa l\u2019occasione per esplorare le consuetudini alimentari legate a colazioni e merende della corte sabauda. Tra i protagonisti non potevano ovviamente mancare i celebri gianduiotti, inventati a Torino agli inizi dell\u2019Ottocento come ingegnosa alternativa al cacao, divenuto raro e costosissimo durante il blocco economico imposto da Napoleone.<\/p>\n<p>In occasione della presentazione del nuovo allestimento, nelle stesse sale, <strong>fino a domenica 28 settembre<\/strong>, sar\u00e0 possibile ammirare <strong>le installazioni dell\u2019artista Matilde Domestico<\/strong>, che ha costruito una poetica intima e originale intorno al tema della tazza. In ceramica o porcellana, intere o ridotte in cocci, le tazze diventano metafora di gesti rituali che scandiscono il tempo e di una fragilit\u00e0 apparente, che pu\u00f2 rompersi o sgretolarsi, ma non annientarsi. Attraverso composizioni monocrome, essenziali come sfere o slanciate come colonne in precario equilibrio, le opere di Matilde Domestico danno voce a nuove narrazioni e propongono visioni inedite del quotidiano. Tra queste spicca una tazzina realizzata in carta dal titolo <em>Bring me the sunset in a cup<\/em>, verso iniziale di una poesia di Emily Dickinson, omaggio dell\u2019artista alla grande scrittrice americana che anticipa la collaborazione prevista per il prossimo anno tra il Castello di Moncalieri e il Forte di Gavi, in occasione del 140\u00b0 anniversario della sua scomparsa.<\/p>\n<p>Dopo la presentazione di sabato 7 giugno, il suggestivo allestimento delle tavole della Sala da pranzo e della Sala di ricevimento far\u00e0 parte in forma permanente del percorso di visita, mentre le installazioni di Matilde Domestico saranno esposte fino a domenica 6 luglio.<\/p>\n<p>La <strong>visita<\/strong> alle tavole imbandite e alle opere in esposizione temporanea potr\u00e0 avvenire nell\u2019ambito del percorso dedicato all\u2019Appartamento di Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide, accessibile nei giorni di <strong>venerd\u00ec<\/strong>, <strong>sabato<\/strong>, <strong>domenica<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>festivi<\/strong>, in orario <strong>10.00-18.00<\/strong> (ultimo ingresso alle 17.00; prenotazione fortemente consigliata).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Matilde Domestico.<\/strong> Diplomata all\u2019Istituto d\u2019Arte A. Passoni e in Scenografia presso l\u2019Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha sviluppato un linguaggio espressivo unico, che ruota attorno all\u2019utilizzo della porcellana dura Feldspatica, proveniente dagli stabilimenti dell\u2019azienda I.P.A. Industria Porcellane S.p.A. di Usmate-Velate (MB). Con questo materiale realizza opere e installazioni suggestive: colonne alte e ondeggianti, arcate monumentali, forme sferiche che sembrano sospese tra equilibrio e leggerezza. L\u2019incontro con l\u2019azienda IPA ha infatti rappresentato un punto di svolta nella sua ricerca, dando vita a un\u2019originale contaminazione tra produzione artistica e processo industriale. Da questo scambio ha preso forma una riflessione condivisa sul valore creativo dello scarto, spesso trasformato in opportunit\u00e0 per nuove sperimentazioni. L\u2019artista entra nei reparti, osserva, interviene, si inserisce nei cicli produttivi, traendo ispirazione diretta dalla materia viva e dai suoi passaggi trasformativi. Oggetti considerati imperfetti vengono cos\u00ec recuperati, manipolati, deformati e reinseriti nel processo creativo. La materia viene trasformata attraverso il fuoco: una metamorfosi che avviene nei forni industriali ad alte temperature, dove la porcellana cruda, modellata quando \u00e8 ancora tenera, viene prima biscottata a 900\u00b0C, poi smaltata e cotta nuovamente a 1400\u00b0C. \u00c8 un processo creativo rigoroso, che unisce precisione tecnica e sensibilit\u00e0 artistica, e mette al centro un solo, umile oggetto: la tazza. Che sia integra o ridotta in cocci, in ceramica o in porcellana, la tazza diventa simbolo di intimit\u00e0 quotidiana, metafora di gesti ripetuti, rituali che scandiscono il tempo e parlano di relazioni umane. Fin dai primi anni Novanta del Novecento, la sua ricerca ruota intorno a questo oggetto semplice, ma carico di significato, trasformandolo in un vero e proprio strumento narrativo: le sue opere sono racconti silenziosi, evocazioni tangibili di un pensiero che trasforma la materia in poesia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>REALI COLAZIONI E CANDIDI GROVIGLI<br \/>\n\u00b7 Allestimento delle tavole dei sovrani dal 7 giugno<\/strong><br \/>\n<strong>\u00b7 Installazioni di Matilde Domestico 7 giugno \u2013 6 luglio<\/strong><\/p>\n<p><strong>CASTELLO DI MONCALIERI<br \/>\n<\/strong>Piazza Baden Baden, 4 \u2013 Moncalieri (TO)<\/p>\n<p><strong>Orario<\/strong>: venerd\u00ec, sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00)<\/p>\n<p><strong>Biglietti<\/strong>: intero \u20ac 7,00; ridotto \u20ac 5,00 Prenotazione fortemente consigliata:<a href=\"https:\/\/lavenaria.it\/it\/visita-castello-moncalieri\" target=\"_blank\">La Venaria Reale \u2013 Castello di Moncalieri<\/a><\/p>\n<p><strong>Informazioni<\/strong>: 011 4992333.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sabato 7 giugno, il Castello di Moncalieri si arricchisce di un nuovo allestimento permanente, realizzato nell\u2019Appartamento di Vittorio Emanuele II e della consorte Maria Adelaide, in collaborazione con il Comune di Moncalieri e l\u2019Associazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1455,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,254],"tags":[35,91,50,36,21],"class_list":["post-12707","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-castello-di-moncalieri","category-residenze-reali-sabaude","tag-castello","tag-moncalieri","tag-mostra","tag-musei","tag-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12707","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12707"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12707\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13073,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12707\/revisions\/13073"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12707"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12707"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12707"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}