{"id":13887,"date":"2026-01-23T12:05:09","date_gmt":"2026-01-23T11:05:09","guid":{"rendered":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=13887"},"modified":"2026-01-23T12:23:34","modified_gmt":"2026-01-23T11:23:34","slug":"palazzo-carignano-prorogata-lesposizione-del-capolavoro-di-legnanino-fino-a-lunedi-6-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/2026\/01\/23\/palazzo-carignano-prorogata-lesposizione-del-capolavoro-di-legnanino-fino-a-lunedi-6-aprile\/","title":{"rendered":"Palazzo Carignano &#8211; Prorogata fino al 6 aprile l&#8217;esposizione del capolavoro di Legnanino"},"content":{"rendered":"<p>Negli Appartamenti dei Principi di <strong>Palazzo Carignano<\/strong> \u00e8 prorogata fino a luned\u00ec 6 aprile l&#8217;esposizione del <strong>dipinto <em>Belisario chiede l\u2019elemosina<\/em> di Stefano Maria Legnani<\/strong>, detto <strong>Legnanino<\/strong> (Milano, 1661-1713). L&#8217;opera, tornata di recente nella residenza dopo pi\u00f9 di tre secoli di assenza, affronta un tema inconsueto nella pittura barocca, rappresentando il generale romano Belisario caduto in miseria e reso cieco. La scelta iconografica ha un evidente valore allegorico legato alla biografia del committente che ne ordin\u00f2 la realizzazione: al destino del condottiero si accosta la vicenda di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, detto \u201cil Muto\u201d, i cui aspri contrasti con Luigi XIV culminarono con l\u2019esilio per il rifiuto di un matrimonio imposto con una nobile francese.<br \/>\nLe figure sono organizzate in una composizione teatrale, divisa in due gruppi dal gioco di luce e ombra, che combina solennit\u00e0 classica e vivacit\u00e0 cromatica, derivata dai pittori genovesi attivi alla corte sabauda.<\/p>\n<p>L\u2019opera, <strong>eseguita intorno al 1697 per volont\u00e0 del principe Emanuele Filiberto<\/strong>, torna oggi nella sua sede originaria grazie a un articolato percorso di studi, ricognizioni archivistiche e collaborazioni specialistiche che ne hanno permesso l\u2019identificazione e il recupero. Commissionata allo scorcio del Seicento per decorare una sala degli appartamenti, la grande tela (208 \u00d7 195 centimetri), probabilmente collocata in origine al centro di un soffitto a cassettoni, fu trasferita successivamente a Parigi dal figlio del principe, Vittorio Amedeo. Alla morte di quest\u2019ultimo, <strong>l\u2019opera venne dispersa in seguito alla vendita all\u2019asta del 1743<\/strong>, scomparendo dalla storia documentata del palazzo.<br \/>\nRiemersa sul mercato antiquariale francese all\u2019inizio del Novecento, <strong>la tela fu acquistata dal capostipite di una famiglia fiorentina, con un\u2019attribuzione allora riferita a Luca Giordano<\/strong>. Rimasta nelle raccolte della famiglia fiorentina fino ai giorni nostri, \u00e8 stato sottoposta a un approfondito intervento conservativo tra il 2020 e il 2021 che ne ha restituito leggibilit\u00e0 e integrit\u00e0. Il 3 novembre 2025 \u00e8 stato firmato il contratto di acquisto da parte delle Residenze reali sabaude.<br \/>\nIl ritorno del <em>Belisario<\/em> nella sua collocazione originaria rappresenta un momento di grande significato per la storia artistica e collezionistica di Palazzo Carignano.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 inclusa nel biglietto di ingresso per la visita al percorso degli Appartamenti dei Principi: <strong><a href=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/musei-e-luoghi-della-cultura\/palazzo-carignano\/visita-palazzo-carignano\/\">clicca qui per tutte le informazioni<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano \u00e8 prorogata fino a luned\u00ec 6 aprile l&#8217;esposizione del dipinto Belisario chiede l\u2019elemosina di Stefano Maria Legnani, detto Legnanino (Milano, 1661-1713). 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