{"id":6473,"date":"2021-02-18T16:30:40","date_gmt":"2021-02-18T15:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=6473"},"modified":"2021-02-18T16:30:40","modified_gmt":"2021-02-18T15:30:40","slug":"alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-opere-inedite-dai-depositi-della-direzione-regionale-musei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/2021\/02\/18\/alla-scoperta-del-patrimonio-nascosto-opere-inedite-dai-depositi-della-direzione-regionale-musei\/","title":{"rendered":"Alla scoperta del patrimonio nascosto &#8211; Opere inedite dai depositi della Direzione regionale Musei"},"content":{"rendered":"<p>Collezioni straordinarie si celano nei depositi dei nostri musei: oggetti di raffinata bellezza, pregiati elementi decorativi, dipinti di notevole fattura, fotografie d\u2019epoca e ricordi di viaggio restano lontani dagli occhi del pubblico, non solo per i limiti dettati dagli spazi espositivi, ma anche per questioni di pertinenza con gli allestimenti oggi <em>in situ<\/em>, esito di trasformazioni attuate nel tempo in linea con i dettami del gusto coevo. A questa parte del patrimonio, che nella cornice di sfarzo e magnificenza delle residenze sabaude costituisce un vero e proprio tesoro nel tesoro, \u00e8 dedicato un <strong>programma di conservazione e valorizzazione<\/strong>, definito dalla Direzione regionale Musei Piemonte nell\u2019ambito del progetto <em>Sleeping Beauty<\/em>, promosso e finanziato dalla Direzione Generale Musei del MiBACT.<br \/>\nDopo una prima edizione che ha riguardato fotografie storiche del Castello di Agli\u00e8 e del Castello di Racconigi, nell\u2019<strong>anno 2020<\/strong> l\u2019assegnazione, da parte della Direzione Generale Musei, dell\u2019importo complessivo di <strong>40.000 euro<\/strong> ha permesso di elaborare un articolato <strong>piano di interventi<\/strong> che coinvolge opere custodite nei depositi di <strong>Palazzo Carignano, Villa della Regina, Castello di Agli\u00e8 <\/strong>e<strong> Castello di Racconigi<\/strong>. Tra porzioni di apparati decorativi, una tela di grande formato, armi e manufatti etnografici, si tratta di oltre <strong>180 pezzi<\/strong>, a cui si aggiungono album di fotografie che riuniscono quasi <strong>700 immagini<\/strong>. Le opere selezionate compongono infatti un corpus particolarmente interessante e significativo, <strong>eterogeneo<\/strong> per materiali, tecniche esecutive, datazione e ambito di provenienza geografica, senza dubbio rappresentativo della realt\u00e0 multiforme che caratterizza il patrimonio gestito dalla Direzione regionale Musei.<br \/>\nElaborati ed eseguiti sotto la direzione dello staff che opera nel Laboratorio di restauro di Palazzo Carignano, gli <strong>interventi conservativi<\/strong> sono ormai giunti a <strong>conclusione<\/strong> e attualmente sono in fase di studio le<strong> attivit\u00e0 per far conoscere<\/strong> l\u2019unicit\u00e0 e la bellezza di queste <strong>opere<\/strong>, di fatto inedite per il pubblico, non essendo state incluse sinora nei consueti percorsi di visita, ma in gran parte poco note anche agli addetti ai lavori. Compatibilmente con l\u2019evolversi del quadro epidemiologico, nelle sedi museali sono previsti <strong>incontri, mostre, visite tematiche<\/strong> e occasioni di <strong>approfondimento<\/strong>, in parallelo a <strong>conferenze in streaming<\/strong>.<br \/>\nGrazie ai fondi stanziati dal MiBACT sotto l\u2019egida di <em>Sleeping Beauty<\/em>, <strong>Palazzo Carignano<\/strong> ha partecipato all\u2019iniziativa con il restauro di due <strong>porzioni di <em>boiserie<\/em><\/strong>: una, dipinta da Giovanni Battista Crosato, raffigura Apollo e Clizia tratti dal IV libro dalle <em>Metamorfosi<\/em> di Ovidio, l\u2019altra presenta putti che giocano realizzati a monocromo da autore ignoto. Entrambi i pannelli decoravano, molto probabilmente, le sale del piano nobile dell\u2019Appartamento di Mezzogiorno dei Principi di Carignano e furono donati dal re di Sardegna Carlo Emanuele III come dote per le nozze, celebrate nel 1740, tra il principe di Carignano Luigi Vittorio e Cristina Enrichetta d&#8217;Assia-Rheinfels-Rotenburg, sorella di Polissena, seconda moglie del sovrano scomparsa qualche anno prima.<br \/>\nA <strong>Villa della Regina<\/strong> \u00e8 stato protagonista il restauro di una<strong> tela di grande formato<\/strong>, databile all&#8217;ultimo quarto del XVII secolo. Il soggetto \u00e8 quello delle <em>Quattro Stagioni<\/em>, rappresentate attraverso figure allegoriche, distinte da simboli come i fiori per la primavera, le spighe per l\u2019estate, i rami secchi per l\u2019inverno e i racemi d\u2019uva per l\u2019autunno, su cui si erge la personificazione del tempo, un personaggio maschile barbuto e alato che impugna una falce. Attribuito a Giovanni Battista Brambilla, allievo di Charles Dauphin attivo per la corte sabauda nella seconda met\u00e0 del Seicento, il dipinto \u00e8 documentato nel 1845 al centro del soffitto di una sala del secondo piano di Villa della Regina, ma ne resta ignota la collocazione originaria.<br \/>\nAl <strong>Castello di Agli\u00e8<\/strong> l\u2019attenzione \u00e8 stata focalizzata sui <strong><em>papiers peints<\/em><\/strong>, splendide tappezzerie in carta risalenti agli anni in cui soggiornarono nella residenza Carlo Felice (1824-1831) e la consorte Maria Cristina di Borbone-Napoli (1824-1849). Oltre agli esempi che si possono ancora ammirare in diversi ambienti, nei depositi si conservano numerosi rotoli di pannelli e bordure della stessa epoca, accanto ad alcuni di datazione pi\u00f9 tarda, per un totale complessivo di 1.860 metri lineari di materiale che offre ben 177 moduli decorativi differenti. Nell\u2019ambito dell\u2019iniziativa \u00e8 stato possibile svolgere la manutenzione conservativa, con operazioni di pulitura e consolidamento, e il condizionamento delle carte dipinte, nonch\u00e9 prevederne migliori condizioni di conservazione e realizzare una schedatura tecnica.<br \/>\nPer il <strong>Castello di Racconigi<\/strong> sono stati individuati due nuclei di opere. Un intervento si \u00e8 concentrato su <strong>armi e manufatti etnografici<\/strong> dell\u2019Armeria, un ambiente di deposito al piano terreno dell\u2019ala di levante che custodisce circa 450 pezzi legati ai viaggi e alle visite diplomatiche a cui presero parte gli ultimi due re d\u2019Italia, Vittorio Emanuele III e Umberto II. Sono stati selezionati e restaurati un&#8217;armatura di manifattura ottomana e cinque armi, una di ambito europeo, precisamente svedese, e quattro di matrice extra-europea, africana e turco-ottomana, aggiungendo cos\u00ec un ulteriore tassello a un pi\u00f9 ampio programma per il riordino della raccolta finalizzato a includerne le meraviglie nel percorso di visita. L\u2019altro intervento si \u00e8 mosso invece sul fronte del vastissimo fondo di fotografie storiche presente nel Castello con oltre 18.000 scatti. Operazioni di condizionamento e manutenzione conservativa hanno riguardato <strong>dieci album<\/strong>, per un insieme di <strong>696 fotografie<\/strong> relative ai soggiorni che Umberto II ebbe modo di trascorrere in Nord Europa, Africa e Sudamerica tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. D\u2019altronde quello per la fotografia fu un interesse particolarmente sentito in famiglia e coltivato soprattutto dalla madre, la regina Elena, appassionata fotografa che usava stampare personalmente i propri scatti, tanto da aver fatto allestire un apposito gabinetto per lo sviluppo delle riprese al secondo piano ammezzato del Castello.<br \/>\n\u201cQuesto progetto che mi trovo a ereditare dalle gestioni precedenti \u2013 spiega la direttrice Elena De Filippis \u2013 non solo segna una continuit\u00e0 significativa con ambiti e interessi che hanno caratterizzato il mio percorso professionale, ma incontra anche propositi maturati nell\u2019assumere questo incarico. L\u2019importanza delle operazioni conservative e la programmazione degli interventi si coniugano infatti con l\u2019opportunit\u00e0 di ampliare l\u2019offerta culturale, introducendo nei circuiti della fruizione le opere cos\u00ec liberate dal limbo del patrimonio nascosto. Un\u2019occasione preziosa per mostrare la punta di un <em>iceberg<\/em>, quella dell\u2019universo vasto e articolato delle collezioni in deposito, e portare all\u2019attenzione del pubblico la straordinaria ricchezza che popola i musei oltre gli spazi riservati alla visita\u201d.<br \/>\nGli interventi conservativi e le iniziative previste aprono, dunque, un percorso di conoscenza che, ancora una volta, persegue l\u2019obiettivo, su cui si lavora da tempo, di condurre i visitatori sin nel cuore del patrimonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<style type=\"text\/css\">\n#foogallery-gallery-6483 .fg-image { width: 640px; }<\/style>\n\t\t\t<div class=\"foogallery foogallery-container foogallery-image-viewer foogallery-link-image foogallery-lightbox-none fg-center fg-image-viewer fg-ready fg-light fg-border-thin fg-shadow-outline fg-loading-default fg-loaded-fade-in fg-caption-always fg-hover-fade fg-hover-zoom\" id=\"foogallery-gallery-6483\" 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con putti che giocano, ante 1740, olio su tavola, 43x171,5 cm, Palazzo Carignano, Torino.\" width=\"640\" height=\"360\" class=\"skip-lazy fg-image\" data-src-fg=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/cache\/2021\/02\/1-Palazzo-Carignano\/3586176014.png\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20width%3D%22640%22%20height%3D%22360%22%20viewBox%3D%220%200%20640%20360%22%3E%3C%2Fsvg%3E\" loading=\"eager\"><\/span><span class=\"fg-image-overlay\"><\/span><\/a><figcaption class=\"fg-caption\"><div class=\"fg-caption-inner\"><div class=\"fg-caption-desc\">Autore ignoto, Pannello di boiserie con putti che giocano, ante 1740, olio su tavola, 43x171,5 cm, Palazzo Carignano, Torino.<\/div><\/div><\/figcaption><\/figure><div class=\"fg-loader\"><\/div><\/div><div class=\"fg-item fg-type-image fg-idle\"><figure class=\"fg-item-inner\"><a 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data-caption-desc=\"Manifattura francese, bordura di papier peint, tempera e velluto su carta, 1810-1820 (apertura del rotolo per eseguire la pulitura e prendere le misure), Castello di Agli\u00e8.\" data-attachment-id=\"6477\" data-type=\"image\" class=\"fg-thumb\"><span class=\"fg-image-wrap\"><img decoding=\"async\" title=\"Manifattura francese, bordura di papier peint, tempera e velluto su carta, 1810-1820 (apertura del rotolo per eseguire la pulitura e prendere le misure), Castello di Agli\u00e8.\" width=\"640\" height=\"360\" class=\"skip-lazy fg-image\" data-src-fg=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/cache\/2021\/02\/3-Castello-di-Agli\u00e8\/3544940187.jpg\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20width%3D%22640%22%20height%3D%22360%22%20viewBox%3D%220%200%20640%20360%22%3E%3C%2Fsvg%3E\" loading=\"eager\"><\/span><span class=\"fg-image-overlay\"><\/span><\/a><figcaption class=\"fg-caption\"><div class=\"fg-caption-inner\"><div class=\"fg-caption-desc\">Manifattura francese, bordura di papier peint, tempera e velluto su carta, 1810-1820 (apertura del rotolo per eseguire la pulitura e prendere le misure), Castello di Agli\u00e8.<\/div><\/div><\/figcaption><\/figure><div class=\"fg-loader\"><\/div><\/div><div class=\"fg-item fg-type-image fg-idle\"><figure class=\"fg-item-inner\"><a href=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/4-Castello-di-Agli\u00e8.jpg\" data-caption-title=\"Bordure di papiers peints avvolte su rotoli realizzati con cartone per la conservazione (ogni rotolo \u00e8 numerato con riferimento a una scheda contenente la riproduzione del modulo decorativo, la consistenza dei multipli presenti e le misure), Castello di Agli\u00e8.\" data-caption-desc=\"Bordure di papiers peints avvolte su rotoli realizzati con cartone per la conservazione (ogni rotolo \u00e8 numerato con riferimento a una scheda contenente la riproduzione del modulo decorativo, la consistenza dei multipli presenti e le misure), Castello di Agli\u00e8.\" data-attachment-id=\"6478\" data-type=\"image\" class=\"fg-thumb\"><span class=\"fg-image-wrap\"><img decoding=\"async\" title=\"Bordure di papiers peints avvolte su rotoli realizzati con cartone per la conservazione (ogni rotolo \u00e8 numerato con riferimento a una scheda contenente la riproduzione del modulo decorativo, la consistenza dei multipli presenti e le misure), Castello di Agli\u00e8.\" width=\"640\" height=\"360\" class=\"skip-lazy fg-image\" data-src-fg=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/cache\/2021\/02\/4-Castello-di-Agli\u00e8\/1746529983.jpg\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20width%3D%22640%22%20height%3D%22360%22%20viewBox%3D%220%200%20640%20360%22%3E%3C%2Fsvg%3E\" loading=\"eager\"><\/span><span class=\"fg-image-overlay\"><\/span><\/a><figcaption class=\"fg-caption\"><div class=\"fg-caption-inner\"><div class=\"fg-caption-desc\">Bordure di papiers peints avvolte su rotoli realizzati con cartone per la conservazione (ogni rotolo \u00e8 numerato con riferimento a una scheda contenente la riproduzione del modulo decorativo, la consistenza dei multipli presenti e le misure), Castello di Agli\u00e8.<\/div><\/div><\/figcaption><\/figure><div class=\"fg-loader\"><\/div><\/div><div class=\"fg-item fg-type-image fg-idle\"><figure class=\"fg-item-inner\"><a href=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/5-Castello-di-Racconigi.jpeg\" data-caption-title=\"Particolare dell&#039;impugnatura e del fodero di una spada di manifattura turco-balcanica, tipologia Yataghan, acciaio, argento, pietre dure, legno, XIX secolo, Castello di Racconigi.\" data-caption-desc=\"Particolare dell&#039;impugnatura e del fodero di una spada di manifattura turco-balcanica, tipologia Yataghan, acciaio, argento, pietre dure, legno, XIX secolo, Castello di Racconigi.\" data-attachment-id=\"6479\" data-type=\"image\" class=\"fg-thumb\"><span class=\"fg-image-wrap\"><img decoding=\"async\" title=\"Particolare dell&#039;impugnatura e del fodero di una spada di manifattura turco-balcanica, tipologia Yataghan, acciaio, argento, pietre dure, legno, XIX secolo, Castello di Racconigi.\" width=\"640\" height=\"360\" class=\"skip-lazy fg-image\" data-src-fg=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/cache\/2021\/02\/5-Castello-di-Racconigi\/908936905.jpeg\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20width%3D%22640%22%20height%3D%22360%22%20viewBox%3D%220%200%20640%20360%22%3E%3C%2Fsvg%3E\" loading=\"eager\"><\/span><span class=\"fg-image-overlay\"><\/span><\/a><figcaption class=\"fg-caption\"><div class=\"fg-caption-inner\"><div class=\"fg-caption-desc\">Particolare dell'impugnatura e del fodero di una spada di manifattura turco-balcanica, tipologia Yataghan, acciaio, argento, pietre dure, legno, XIX secolo, Castello di Racconigi.<\/div><\/div><\/figcaption><\/figure><div class=\"fg-loader\"><\/div><\/div><div class=\"fg-item fg-type-image fg-idle\"><figure class=\"fg-item-inner\"><a href=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/6-Castello-di-Racconigi.jpeg\" data-caption-title=\"Scudo rotondo con raffigurazione di nave vichinga e guerrieri, tipologia rotella, manifattura svedese, acciaio, oro, argento, smalti policromi, dono ricevuto nel 1922 dal Principe di Piemonte Umberto in occasione di un viaggio nel Nord Europa, Castello di Racconigi.\" data-caption-desc=\"Scudo rotondo con raffigurazione di nave vichinga e guerrieri, tipologia rotella, manifattura svedese, acciaio, oro, argento, smalti policromi, dono ricevuto nel 1922 dal Principe di Piemonte Umberto in occasione di un viaggio nel Nord Europa, Castello di Racconigi.\" data-attachment-id=\"6480\" data-type=\"image\" class=\"fg-thumb\"><span class=\"fg-image-wrap\"><img decoding=\"async\" title=\"Scudo rotondo con raffigurazione di nave vichinga e guerrieri, tipologia rotella, manifattura svedese, acciaio, oro, argento, smalti policromi, dono ricevuto nel 1922 dal Principe di Piemonte Umberto in occasione di un viaggio nel Nord Europa, Castello di Racconigi.\" width=\"640\" height=\"360\" class=\"skip-lazy fg-image\" data-src-fg=\"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/cache\/2021\/02\/6-Castello-di-Racconigi\/1104603910.jpeg\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20width%3D%22640%22%20height%3D%22360%22%20viewBox%3D%220%200%20640%20360%22%3E%3C%2Fsvg%3E\" loading=\"eager\"><\/span><span class=\"fg-image-overlay\"><\/span><\/a><figcaption class=\"fg-caption\"><div class=\"fg-caption-inner\"><div class=\"fg-caption-desc\">Scudo rotondo con raffigurazione di nave vichinga e guerrieri, tipologia rotella, manifattura svedese, acciaio, oro, argento, smalti policromi, dono ricevuto nel 1922 dal Principe di Piemonte Umberto in occasione di un viaggio nel Nord Europa, Castello di Racconigi.<\/div><\/div><\/figcaption><\/figure><div class=\"fg-loader\"><\/div><\/div>\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"fiv-ctrls\">\n\t\t\t<button type=\"button\" class=\"fiv-prev\" title=\"Prev\"><span>Prev<\/span><\/button>\n\t\t\t<label class=\"fiv-count\"><span class=\"fiv-count-current\">1<\/span>of<span class=\"fiv-count-total\">6<\/span><\/label>\n\t\t\t<button type=\"button\" class=\"fiv-next\" title=\"Next\"><span>Next<\/span><\/button>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collezioni straordinarie si celano nei depositi dei nostri musei: oggetti di raffinata bellezza, pregiati elementi decorativi, dipinti di notevole fattura, fotografie d\u2019epoca e ricordi di viaggio restano lontani dagli occhi del pubblico, non solo per 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