{"id":8166,"date":"2022-06-04T14:50:26","date_gmt":"2022-06-04T12:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/?p=8166"},"modified":"2022-06-30T10:43:51","modified_gmt":"2022-06-30T08:43:51","slug":"una-tavola-da-re-presentato-il-restauro-della-grande-tavola-di-henry-thomas-peters-della-sala-da-pranzo-del-castello-di-racconigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/2022\/06\/04\/una-tavola-da-re-presentato-il-restauro-della-grande-tavola-di-henry-thomas-peters-della-sala-da-pranzo-del-castello-di-racconigi\/","title":{"rendered":"Una tavola da Re &#8211; Presentato il restauro della grande tavola di Henry Thomas Peters della Sala da pranzo del Castello di Racconigi"},"content":{"rendered":"<p>Racconigi (CN), 4 giugno 2022 \u2013 Dopo tre mesi di attivit\u00e0, si \u00e8 concluso al <strong>Castello di Racconigi<\/strong>, tra i complessi museali gestiti dalla Direzione regionale Musei Piemonte del Ministero della cultura, il <strong>cantiere didattico <em>Una tavola da Re<\/em><\/strong> dedicato al restauro del grande tavolo realizzato dal celebre ebanista inglese Henry Thomas <strong>Peters<\/strong> (1792-1852) per la <strong>Sala da pranzo<\/strong> della residenza sabauda. L\u2019intervento \u00e8 stato effettuato in <strong>collaborazione<\/strong> con la <strong>Scuola per Artigiani Restauratori Maria Luisa Rossi<\/strong>, sorta a Torino nel 1994 per volont\u00e0 di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, e Maria Luisa Rossi, appartenente a una famiglia di antiquari torinesi.<br \/>\nImpegnati solitamente negli spazi attrezzati della Scuola, gli allievi del corso di specializzazione in restauro di arredi lignei si sono trovati a operare all\u2019interno del Castello, coordinati dai loro docenti e con la supervisione di Roberta Bianchi, responsabile del Laboratorio di restauro della Direzione regionale Musei, insieme alla direttrice del Castello Alessandra Giovannini Luca. Il cantiere di restauro \u00e8 stato infatti allestito nella Sala da pranzo, all\u2019interno del percorso di visita, dove \u00e8 conservato l\u2019imponente arredo, vero e proprio protagonista d\u2019eccezione: il <strong>monumentale tavolo di Peters<\/strong> non solo tocca <strong>dimensioni notevoli<\/strong> (cm 280 x cm 230 x cm 78), ma \u00e8 anche <strong>allungabile fino a cinquanta coperti<\/strong> per un\u2019estensione complessiva di <strong>oltre 12 metri di lunghezza<\/strong>.<br \/>\nLo svolgimento delle operazioni di restauro in loco \u00e8 stato ritenuto opportuno anche in considerazione della struttura piuttosto articolata e del <strong>peso<\/strong> del tavolo che complessivamente supera i <strong>900 kg<\/strong>. Si tratta del pi\u00f9 importante lavoro realizzato da Peters per il Castello di Racconigi, nell\u2019ambito del programma di rinnovamento stilistico che fu attuato negli anni Trenta dell\u2019Ottocento sotto la direzione di Pelagio Palagi (1775-1860), su committenza di Carlo Alberto. <strong>Disegnato da Palagi<\/strong> il <strong>tavolo<\/strong> fu sontuosamente <strong>intagliato<\/strong> in mogano <strong>da Peters nel 1837<\/strong> nei locali del suo atelier <strong>a Genova<\/strong> e l\u2019anno seguente avvenne il collaudo in Castello a opera dell\u2019architetto Ernest Melano (1792-1867).<br \/>\nLe peculiarit\u00e0 del tavolo e lo stato di conservazione hanno reso l\u2019<strong>intervento<\/strong> particolarmente <strong>delicato e complesso<\/strong>. Successivamente alle fasi preliminari di documentazione fotografica ed esecuzione del rilievo geometrico dello stato di fatto, \u00e8 stato effettuato lo <strong>smontaggio delle varie sezioni<\/strong>, permettendo di valutare problematiche gi\u00e0 in parte evidenti, ma non del tutto visibili, come il cedimento di uno dei quattro supporti intagliati. Cos\u00ec, oltre a realizzare <strong>interventi di ebanisteria<\/strong> sulle impiallacciature interessate da distacchi e lacune, \u00e8 stata affrontata quella che si \u00e8 rivelata la parte pi\u00f9 interessante, ma anche complicata, dell\u2019intervento: la <strong>ricomposizione del supporto intagliato<\/strong>, a motivi zoomorfi e fitomorfi, fratturato in diverse parti, che ha richiesto l\u2019inserimento di protesi lignee interne. In parallelo \u00e8 stata <strong>ripristinata la traversa maestra<\/strong> notevolmente deformata, ricorrendo alla tecnica basata sull\u2019impiego di microonde che consente di evitare interventi invasivi. Inoltre le indagini diagnostiche e conoscitive, in particolare la tecnica della fluorescenza ultravioletta, hanno messo in rilievo la presenza di vernici cromaticamente diverse, talora sovrapposte anche a quelle originali, probabilmente esito di manutenzioni risalenti ai primi decenni del Novecento. La lettura estetica appariva estremamente alterata e, pertanto, i lavori sono stati finalizzati a <strong>conferire<\/strong> al tavolo un <strong>maggiore equilibrio cromatico<\/strong>, in grado di rispettare il caratteristico aspetto cangiante della specie lignea in cui \u00e8 realizzato.<br \/>\nLa conclusione del <strong>cantiere di restauro<\/strong> ha conseguito pienamente l\u2019<strong>obiettivo<\/strong> di assicurare <strong>migliori condizioni di conservazione<\/strong> e <strong>restituire<\/strong> piena integrit\u00e0 e leggibilit\u00e0 al monumentale manufatto, rettificando le conseguenze fuorvianti di operazioni precedenti e ponendo rimedio alle criticit\u00e0 che ne minavano la tenuta strutturale. Al contempo gli allievi della Scuola per Artigiani Restauratori Maria Luisa Rossi hanno potuto compiere un\u2019importante esperienza formativa per il completamento del percorso professionale intrapreso. L\u2019attivit\u00e0 del restauratore implica spesso l\u2019esigenza di lavorare nel contesto di appartenenza delle opere, al di fuori dunque dei laboratori, una prospettiva che consente esperienze differenti legate alla necessit\u00e0 di adeguamento degli spazi. Lo svolgimento dei lavori \u00e8 stato anche accompagnato da visite guidate di approfondimento: gli allievi, affiancati dai loro docenti, si sono cos\u00ec confrontati con la capacit\u00e0 di esporre al pubblico problemi, tecniche e materiali che rendono unico ogni intervento di restauro.<br \/>\nIl cantiere di restauro ha aggiunto un ulteriore tassello alla proficua collaborazione, che ormai annovera parecchi anni, portata avanti con la Scuola per Artigiani Restauratori Maria Luisa Rossi e, ancora una volta, ha fornito una prova positiva all\u2019importanza di promuovere la salvaguardia dei beni culturali attraverso azioni sinergiche tra i diversi soggetti impegnati su questo fronte, nell\u2019interesse collettivo di preservare il patrimonio storico-artistico e garantirne la trasmissione dei valori correlati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/CARTELLA-STAMPA_presentazione-restauro-tavolo-Peters.zip\" target=\"_blank\">SCARICA QUI LA CARTELLA STAMPA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconigi (CN), 4 giugno 2022 \u2013 Dopo tre mesi di attivit\u00e0, si \u00e8 concluso al Castello di Racconigi, tra i complessi museali gestiti dalla Direzione regionale Musei Piemonte del Ministero della cultura, il cantiere didattico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":830,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,4],"tags":[],"class_list":["post-8166","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-castello-di-racconigi","category-direzione-regionale-musei"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8166"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8175,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8166\/revisions\/8175"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museipiemonte.cultura.gov.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}