A scuola a Villa della Regina – Un nuovo allestimento permanente dedicato all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani

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Le tracce lasciate da generazioni di studentesse entrano nel percorso permanente di Villa della Regina con A scuola a Villa della Regina, il nuovo allestimento dedicato all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani, ospitato nella residenza torinese dal 1869 al 1943. Documenti, uniformi, oggetti personali e testimonianze della vita quotidiana ricostruiscono la storia di uno dei collegi femminili più prestigiosi dell’Italia postunitaria. Il percorso, allestito nella Guardaroba della Regina e realizzato in collaborazione con la Scuola Internazionale Europea Statale “Altiero Spinelli” di Torino, sarà inaugurato mercoledì 14 ottobre.
Fondato dopo l’Unità d’Italia per garantire l’istruzione alle figlie dei militari caduti o feriti nelle guerre risorgimentali, il collegio fu voluto da Maria Luisa del Carretto di Santa Giulia e sostenuto da Vittorio Emanuele II, che nel 1865 donò la residenza all’Istituto. Le regine Margherita, Elena e Maria José mantennero negli anni un legame con la scuola, partecipando alle cerimonie di fine anno. Tra il 1942 e il 1943 i bombardamenti della Seconda guerra mondiale danneggiarono gravemente la Villa, causando lo sfollamento del collegio e la fine della sua funzione scolastica, fino alla sua soppressione nel 1975.
L’Istituto si affermò come una delle più prestigiose scuole femminili italiane grazie a un modello educativo laico e innovativo, che affiancava alle discipline tradizionali l’insegnamento della musica, della danza, delle lingue e della contabilità, insieme ad attività pratiche come sartoria, ricamo e disegno industriale. Il percorso formativo comprendeva scuole elementari e superiori con indirizzi liceale, magistrale e professionale. La vita delle allieve era scandita da regole e ritmi rigorosi, ma le tracce lasciate negli ambienti della Villa restituiscono anche aspetti della loro quotidianità: sulle pareti del primo piano sono ancora visibili iscrizioni a matita di formule geometriche, pensieri e appunti.
Il nuovo allestimento riunisce documenti ufficiali e oggetti d’uso quotidiano, che raccontano il percorso scolastico, la disciplina, le relazioni e la vita in collegio. Tra i materiali esposti figura l’uniforme da cerimonia, utilizzata dalle studentesse in occasione delle celebrazioni e delle uscite esterne. Le ragazze erano soprannominate “fiordalisi”, per il colore delle bordure della divisa, i cui elementi cromatici richiamavano l’ispirazione patriottica dell’Istituto: il nero in ricordo dei padri morti combattendo per il Paese, l’azzurro in omaggio a Casa Savoia. La dimensione quotidiana e affettiva della vita scolastica emerge anche dalla bambola “La Goffa”, confezionata negli anni Ottanta dall’ex allieva Clementina Varesio utilizzando la stoffa e le bordature della propria uniforme. Il nome deriverebbe da un rimprovero che una delle insegnanti era solita rivolgere alle studentesse. Tra gli oggetti legati alla tradizione del collegio si trova anche la Cifra Reale, una spilla ricamata con l’iniziale “E” di Elena di Montenegro sormontata dalla corona. La sua consegna, riservata alle allieve più meritevoli durante le cerimonie di fine anno, era stata introdotta dalla regina Margherita.
I documenti scolastici restituiscono invece i percorsi individuali delle ragazze. Tra le lettere di ammissione spicca quella di Maria Adelaide Madonna, accolta a titolo gratuito per le infermità riportate dal padre sul campo; tra le pagelle, quella del 1908 di Casimira “Lilla” Pasqualino, che la direttrice descrive come prima della classe, ma anche “insofferente alla disciplina”. Altri oggetti conservano storie e relazioni che attraversano il tempo. È il caso del baule da corredo utilizzato da Giovanna Manzone tra il 1934 e il 1936, che conserva l’elenco degli effetti personali contenuti al suo interno. Il recente restauro, realizzato dal Laboratorio di restauro delle Residenze reali sabaude, ha permesso di identificare la serratura come una produzione della Eagle Lock Company di Terryville, nel Connecticut, oggi sede del Lock Museum of America. La scatola per dolci appartenuta all’ex allieva Mirella Gerardo fu invece donata dalla regina Elena di Montenegro alle studentesse e testimonia le sue ricorrenti visite al collegio, in qualità di presidente onoraria del Consiglio di patronato. Tra le testimonianze più personali, infine, un biglietto scolastico scambiato negli anni Trenta tra Mirella Gerardo e Maria Ludovica Calvi di Bergolo, figlia della principessa Jolanda di Savoia e nipote di Vittorio Emanuele III. Nella dedica, la giovane principessa sogna un futuro condiviso, prima di dover seguire il padre ufficiale in Libia.
La memoria di questa stagione della Villa, conservata anche grazie alle donazioni delle ex allieve e delle loro famiglie, diventa così parte del patrimonio condiviso del museo. L’allestimento restituisce spazio a una storia che ha lasciato segni negli ambienti della residenza e nelle vite di chi l’ha abitata, integrandola nel racconto permanente di Villa della Regina.