Villa della Regina – rassegna culturale QU.EEN narrazioni d’arte e natura a Villa della Regina e mostre di Frédérique Nalbandian e Fabio Viale, 22 settembre – 22 novembre 2026

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Il mutamento della materia, della natura e dei luoghi è al centro della seconda edizione autunnale della rassegna QU.EEN narrazioni d’arte e natura a Villa della Regina, curata da Roberto Mastroianni, Sara Lyla Mantica e Valeria Amalfitano, con il coordinamento scientifico di Filippo Masino. Il tema della metamorfosi diventa una chiave di lettura per entrare in relazione con la storia della residenza, con le sue stratificazioni architettoniche e artistiche e con i giardini storici, sistema vivente soggetto a cicli, trasformazioni e nuove interpretazioni.

Dal 22 settembre al 22 novembre 2026, il progetto espositivo Anatomie della metamorfosi riunisce due mostre personali, Contre-époque / Fuori dal tempo di Frédérique Nalbandian, nell’Appartamento del Re, e Living Mimesis di Fabio Viale, nell’Appartamento della Regina. Le opere dei due artisti si confrontano con gli ambienti della Villa secondo due modalità differenti di trasformazione della materia: da una parte il sapone e il gesso, dall’altra il marmo, utilizzato per riprodurre l’aspetto di materiali completamente diversi.

 

LE MOSTRE
Contre-époque / Fuori dal tempo di Frédérique Nalbandian propone una selezione di opere che attraversano i temi della memoria, dell’impermanenza, della fragilità e del mutamento della materia e del vivente. Al centro del percorso è Contre-époque (2020), opera che dà il titolo alla mostra e che introduce una riflessione sul rapporto tra passato e presente, sulla permanenza e sulla possibilità di una temporalità non lineare. La ricerca di Nalbandian si concentra su due materiali: il gesso di Parigi e il sapone di Marsiglia. Il primo conserva nella forma la memoria del gesto e della tradizione scultorea; il secondo, sottoposto all’azione dell’acqua e del tempo, è destinato a consumarsi e a cambiare forma. Le opere diventano così parte di un processo nel quale la materia può essere conservata, alterata, erosa o lasciata evolvere. A Villa della Regina questo processo coinvolge direttamente gli spazi della residenza e i giardini. Le opere entrano in rapporto con l’apparato decorativo, con la statuaria antica e con le sculture classicheggianti dell’Esedra, ma anche con i temi del femminile, della cura, della corporeità e del sacro. Nel giardino, un’opera in sapone viene esposta all’azione degli elementi atmosferici, in dialogo con il barocco “Teatro d’acque”.

Living Mimesis di Fabio Viale, allestita nell’Appartamento della Regina, affronta invece la metamorfosi attraverso il marmo e la sua capacità di assumere l’aspetto di altri materiali. La ricerca dell’artista prende le mosse dalla scultura classica e dalla riproduzione di forme e immagini della storia dell’arte, che vengono riportate nel presente attraverso linguaggi legati alla cultura popolare. Ne nasce una sorta di “classicismo postmoderno” nel quale il marmo diventa il mezzo per confrontarsi con l’immaginario contemporaneo e con la tensione tra permanenza ed effimero. Il centro dell’esposizione è una Nike in marmo che imita il polistirolo, collocata nel Salone d’Onore in dialogo con le decorazioni della Villa ispirate alle Metamorfosi di Ovidio. Intorno a questa opera si sviluppa un percorso tra forme e immagini della storia dell’arte e oggetti di uso comune, nel quale il marmo riproduce l’apparenza di materiali leggeri e poveri, dalla plastica al legno fino al polistirolo, mettendo in discussione la percezione della materia e il rapporto tra ciò che un oggetto è e ciò che sembra essere. La trasformazione della materia diventa così anche una riflessione sul contemporaneo: il marmo, tradizionalmente associato alla permanenza e alla solidità, assume forme e sembianze effimere, creando un paradosso tra leggerezza e pesantezza, permanenza e impermanenza.

Il dialogo tra le due mostre costruisce così un contrappunto tra la solidità e il peso dell’architettura storica e l’apparente leggerezza delle opere contemporanee. In Anatomie della metamorfosi, Nalbandian e Viale rappresentano due direzioni complementari: da un lato la trasformazione, l’erosione e il consumo della materia; dall’altro la sua capacità di assumere forme e sembianze differenti.

 

LE ATTIVITA’
Il programma di QU.EEN amplia il tema della metamorfosi oltre le mostre, mettendo in relazione il patrimonio della Villa con musica, arti performative, attività educative e pratiche partecipative. Un insieme di appuntamenti che invita a guardare gli spazi della residenza come luoghi ancora capaci di trasformarsi attraverso gli incontri con artisti, musicisti, visitatori.

La musica assume un ruolo centrale con LINGOS. Dialoghi acustici a Villa della Regina, rassegna con la direzione artistica di Simone Garino. Il progetto riunisce artisti di provenienze diverse, dal jazz all’art-folk, dal pop sperimentale alla musica improvvisata, e costruisce un dialogo non solo tra linguaggi musicali differenti, ma anche con lo spazio della Villa. Tutti gli appuntamenti si svolgono in forma acustica nel Salone d’Onore, il cui straordinario riverbero naturale diventa parte dell’esecuzione, facendo dello spazio un vero e proprio strumento musicale.

 

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